Trasformismo elettorale e corruzione: voti in cambio di favori, posti di lavoro e di sottogoverno

L’opinione del giorno dopo. L’opportunismo a volte diventa trasformismo elettorale da parte della politica corrotta per rendere legale ciò che nasconde il clientelismo, la corruzione e la cattiva amministrazione della cosa pubblica.

Le cricche politiche-elettorali conseguono il coinvolgimento dei vari grandi elettori, personaggi squallidi che basano il proprio rapporto di forza per garantirsi alla fine della competizione elettorale “un posto al sole” di sottogoverno, un appalto, una promozione. Una sorta di premio di fedeltà in cambio di un lavoro svolto (sporco o pulito che sia), che può essere di portatori di voti o finalizzato allo scambio di favori.

Troviamo tracce di questa logica in ogni competizione elettorale che, di norma, si scopre dopo i risultati ottenuti; la chiave di lettura è sempre facile ma diventa difficile provare il nesso o il compromesso. Sul filo di rasoio si profila certe volte lo sconfinamento del Codice penale. Di solito nelle storie come in premessa, in termini generali, si tratta di una pratica che instaura con una serie di favoritismi e scambi tra le parti, che possono avere oggetti anche diversi tra loro, come ad esempio un posto di lavoro in cambio di un voto politico, o mettere a disposizione delle specifiche competenze tecniche, giuridiche, mediatiche, in cambio di un compenso, oppure, ancora peggio, di aver eseguito appiccica d’ordine giudiziario, come denunce, lettere anonime, o attacchi mediatici mirati, e tanto altro ancora. Tutto per screditare gli avversari attraverso una serie di elementi di disturbo su storie, fatti personali, segreti, tutti eventi studiati a tavolino contro l’avversario di turno, e se poi il candidato eletto non dovesse rispettare l’accordo, onorando la promessa fatta, ecco che la “frittata” si gira per essere indirizzata verso chi era prima-amico di avventura che di solito si risolve con il favore promesso per evitare guai.

Sottogoverno, posti di lavoro, soldi, favori, appalti e via discorrendo, sono gli strumenti di lavoro del “compare” di turno. Troviamo tracce di tutto ciò nel “Sistema Montante”, come nei depistaggi d’inchieste giudiziaria di livello internazionale, come il caso dell’Eni in Nigeria e altro ancora. Secondo la logica della vita di società si cela in questa breve riflessione, la presenza di ricattatori, accattoni, approfittatori, falliti, in una sorta di moderni “uomini lupi” pronti a lanciarsi sulla preda per sopravvivere nei meandri della politica inquinata. La corruzione è dunque uno scambio di potere e denaro in un agire illegale, che comporta relazioni con il baratto di un percorso fissato; paradossalmente, è l’anima della nostra malata democrazia.

Concetto Alota

Autore dell'articolo: ma1tv

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *